l’assolo più bello???

faccio una domanda difficile!pensate prima di rispondere!

L’ASSOLO PIù BELLO.

e con “bello” intendo che vi fa volare e pensare…che vi ricorda momenti indimenticabili o che semplicemente si incastra perfettamente con la vostra anima…ho voglia di sentire delle opinioni…il mio è quello in questa canzone(la scelta è stata molto difficile….)

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c’è chi non capisce! (my generation)

dopo tanto tempo ho deciso di ricominciare a scrivere sul blog!il motivo? uno stolto di 60 anni suonati che critica Woodstock dipingendolo come  una banda di drogati che ballano su un prato. quando ho cercato di controbattere mi è stato risposto che parlavo per sentito dire e che non potevo sapere perche non ero presente…beh,neanche lui a quanto pare..perche se ci fosse stato non la penserebbe in questo modo. mi sono sentito dire che gli artisti che hanno calcato quel palco hanno dato inizio a un’epoca in cui i ragazzi si facevano nelle strade..può essere e mi dispiace per tutti quelli che oggi posso dire di aver perso una persona cara a causa di questo movimento. Ma la verità è che ogni evento storico ha i suoi effetti collaterali (purtroppo). Rimane comunque importante ciò che ha prodotto dal punto di vista artistico il “tre giorni di pace e amore”. il mio interlocutore accusa l’artista sul palco di aver incitato alla droga..io dico che le 600mila persone che erano sotto il palco sono tornate a casa e hanno vissuto e cresciuto i loro figli con quel ricordo..e con la speranza di un mondo migliore. chi la pensa diversamente faccia pure ma non vada in giro a dire che ascolta rock’n roll…

tanto per schiarire le idee…ore 5 del mattino del 16 agosto 1969(la canzone la conoscete ma la versione merita l’ascolto..fidatevi)

 

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Quanto ci manchi John!

Red Hot Chilli Pepper in Concert at Los Angeles

La prima volta che ho ascoltato questo gruppo mi ha fatto schifo! Dico sul serio! E’ una cosa che mi è capitata spesso nel corso degli anni. Ascolti un brano e pensi : “e questi chi cavolo sono?! Quattro scemi che fanno musica incomprensibile. Piaceranno a una decina di persone se va bene”..e li accantoni. Poi senti per caso un altro brano…oddio e questo di chi è ? Loro…poi risuccede e comincia a venirti la pulce nell’orecchio..come quando ti innamori…cominci a vedere le cose sotto un’altra luce, cominci a pensare che forse hai avuto solo sfortuna e che all’inizio hai beccato l’unico brano “brutto” di tutta la discografia. Tanto per chiarire: ancora oggi non mi piace, ma quel pezzo è “Scar Tissue” e i quattro scemi sono ovviamente i Red Hot (mi fa e mi farà fatica scrivere tutto il nome quindi capite da soli). Ammetto che per riuscire a capire fino in fondo la genialità di questo gruppo ho impiegato anni! Poi è arrivato tutto insieme…e una volta che sei dentro non ne esci più! Impari a sentire il giro folle di Flea in Parallel Universe , le parole di Antony  in Snow e poi senti lui

John.

quelle cinque note a fine del primo ritornello di Desecration Smile o le quattro del riff di Californication.. quattro, cinque…non sono numeri da chitarrista. Siamo abituati a perderci in assoli interminabili e performance che oscurano il resto del gruppo. Siamo abituati a mettere in secondo piano il testo per lasciarci trasportare dai colori cangianti e graffianti di una Les Paul o dalla perfezione geometrica del suono di una Fender.. ma qui non è cosi. Qui non abbiamo una chitarra ritmica e il povero John non può suonare per due allo stesso tempo (a dir la verità non ne ha neanche bisogno). Il gruppo non è fatto per esaltare le qualità di un singolo come molte volte accade, ma mira al suono d’insieme..ogni tanto mi immagino i Red Hot in fase di creazione e Antony che gli dice “via John, ti si lascia fare un assolino..ma poco eh, non siamo una band da rock and roll”. A lui non serve altro. Frusciante è la dimostrazione concreta che la quantità non conta,che non importa quanto spazio ti viene concesso. Saranno pochi passaggi ma sono quelli giusti e al momento giusto. E come per tutte le cose belle della vita ti accorgi di quelle quattro note solo quando non le senti più.

Godetevi questo pezzo. Non è una hit nè un singolo da milioni di copie. Ma penso che qualcuno avesse regalato un pedale al nostro ragazzo e lui lo volesse semplicemente provare…Sì, John, funziona bene!

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Potevate essere i nostri Pearl Jam

negrita

Adoro la radio. La sua imprevedibilità. La consapevolezza che la stessa canzone sentita centinaia di volte acquisce un altro valore, forse perchè sai di non poterla riascoltare…e quando improvvisamente inizia dopo decine di spot pubblicitari ha un sapore decisamente diverso…quasi tu volessi dire “io questa la conosco”. Eppure sono sempre meno le frequenze dove puoi trovare buona musica. E con buona musica intendo brani universalmente riconosciuti, non certo il tormentone della stagione. Purtroppo negli anni mi sono progressivamente accorto che quando un pezzo riusciva a strapparmi un sorriso parlava sempre una lingua diversa dalla mia. Ma perche? Gli italiani sono riconosciuti per il loro valore artistico in tutto il mondo. Perche non c’è niente che possa essere quanto meno paragonato a mostri sacri come Pink Floyd, Led Zepplin, (non scomodo lennon e colleghi di proposito) e tanti altri..e non mi interessa se gente come ligabue mi riempie gli stadi; senza nessuna offesa ma non si supera i 30 anni in quelle bolgie.

Mio padre un giorno mi raccontò che nei primi anni 90 una volta ebbe tra le mani un biglietto per il live dei Pink floyd a Venezia. Dio, quel biglietto adesso varrebbe 500 euro  e io li spenderei senza pensarci un secondo. Comunque… quel giorno il gruppo di amici di mio padre, per un motivo o per un altro, decide di dare buca; chi malato, chi non poteva, chi ci aveva ripensato, daltronde mica è l’evento del decennio!! Fatto sta che mio padre decide di partire lo stesso..da solo..a vedere un concerto. Ora ditemi chi lo farebbe oggi per Ligabue? o ,boh, che ne so, per qualsisasi altro artista italiano che solca il palco in questi anni. E badate, ho preso per esempio il Liga perchè ho voluto citare uno dei migliori. Mica dico Neffa! ahahah!! Ma il problema è sempre il solito; se canti nella lingua del paese dove suoni avrai sempre un grosso problema : il testo. Baserai la tua canzone sulle parole..parole d’amore o di odio è uguale. Chi canterà la tua canzone penserà sempre a quanto sei stato profondo e quanto quel passaggio sia la vera espressione delle sue esperienze. Ah si, quando dici che sei stato giovane e ora non lo sei piu, quando rimembri i tempi passati, quando eri innamoarato e quando ti hanno lasciato..come tutti del resto…beh, si capisce da subito perchè la folla di Campo Volo (scusa Liga non ce l’ho con te) debba essere necessariamente under 30..mentre scrivo ho le lacrime agli occhi perchè ripenso alla prima volta che ho sentito Shine on you crazy diamond..i primi 5-6 minuti neanche una parola..ma serve?

in italia priviligiamo le emozioni  “semplici”, pronte e scodellate..tu, artista, dimmi cosa devo provare, facciamo prima. Ma la musica è arte, come la poesia,la pittura, è una questione intima. La canzone deve essere solo una porta, anzi no, il sapere che c’è una porta..poi la trovi e la apri da solo ma soprattutto esplori il suo interno con te stesso.

Sono arrabbiato! Perchè anche noi del bel paese saremmo in grado di produrre emozioni vere ma sembra ci sia la volontà di ingoiarle, di ributtarle giù. Meglio vendere milioni di dischi ai 18enni che fare qualcosa che rimanga nel tempo.

Anche se..beh.. in effetti negli anni 90 c’era un gruppo che forse adesso avrebbe potuto reggere il confronto con l’estero..se non avesse…se avesse fatto…se avesse scelto…quanti “se”….anche loro però scelsero la strada più facile ed ora sono parte integrante del piattume che ascoltiamo alla radio ogni volta che riusciamo a capire le parole.

Ma prima..all’inizio..quando ancora ci speravano..

Ecco, mi fermo a parlare di loro perchè si intuisce,si sente che nei primi album l’unica forza che li spingeva era la musica. Tutti con la testa leggermente inclinata indietro,occhi chiusi e la sensazione che se continui a suonare il mondo potrebbe anche fermarsi..ecco..quello..e si percepisce…peccato!

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Una chicca per iniziare bene il nuovo anno!!

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It makes me wonder.. (Stairway to Heaven)

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Oggi mi sono fermato un attimo a pensare a quale canzone potesse diventare la colonna sonora della giornata e ho deciso di fare una cosa contro i miei principi: ho forzato la scelta, non ho seguito l’istinto ma la ragione perche volevo andare su qualcosa di certo e di inossidabile. Non avevo torto… dopo pochi secondi ho capito che ragione e istinto si erano appacificati come mai nell’ universo, non avevo più bisogno di decidere,no,anzi, non avevo più voglia di pensare, ero lì punto e basta.

Stairway to heaven

Inutile andare in giro per Internet a cercare informazioni su quella che molti considerano la canzone fondamentale per antonomasia. Così come traduzione e testo..bello,eh, ma in un caso del genere completamente superfluo. Potrebbe essere il racconto del cantante che va a fare la spesa e sarebbe la stessa cosa. Quanti di voi si sono innamorati di questo pezzo per il testo?  1? 2? eppure vi sfido a trovare qualcuno che non conosca Stairway to heaven e che non la ritenga un capolavoro. Cos’è che la fa grande allora? Cos’è che ti fa venire la pelle d’oca?

E’ la quiete..il respiro che rallenta..i pensieri che si dileguando..se la Stairway to heaven avesse realmente un primo scalino questo poggerebbe sicuramente in uno sterminato campo incontaminato con l’erba leggermente alta, quel tanto che basta per potertici immergere dentro e voltando lo sguardo permetterti di perderti  in uno scorcio di panorama frammentato ripetutamente solo dai fili verdi che ti sfiorano il viso..prima non stavi così..casini della giornata, stress,  problemi, ricordi brutti che non ti lasciano in pace neanche quando dormi..ma sei talmente preso dall’arpeggio iniziale che non ti rendi conto di questo passaggio, di questa serenità ritrovata ..la strofa non fa altro che alimentare il tuo nirvana e poi…

quei tre accordi..

…it makes me wonder…

Chi se ne frega se non sai l’inglese. Non è importante. Io l’ho scoperto dieci minuti fa che “wonder” significa “stupirsi”,”meravigliarsi” eppure è come se lo avessi sempre saputo. Hai gli occhi chiusi e quella frase significa “viaggia”, “sogna”..”ciò mi fa sognare,mi meraviglia”…”ciò” cosa? eh, quello che vuoi…sinceramente..quello che davvero ti stacca i piedi dal suolo e ti spezza il respiro.

Con l’arrivo della batteria riapri gli occhi e realizzi cosa hai concepito negli ultimi tre minuti…un’ eternità..di cosa ti sei reso conto, di cosa hai intenzione di fare adesso. Ma ti serve la forza per farlo…tranquillo arriva..si ferma tutto, rieccheggia la chitarra e parte l’assolo che bramavi..che fa ripartire il cuore..non è più la pace surreale dell’inizio..hai le mascelle serrate..anche se non lo sai stai suonando te e muovi testa quasi da schizofrenico..vuoi urlare e allora urla!!

When all are one and one is all
To be a rock and not to roll.

forse qui il testo un pò serve…(categoricamente vietato tradurre)

Ok…visto che non lo fai da otto minuti adesso puoi anche ricominciare a respirare…

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Il bambino che è dentro di noi (Sweet child o’ mine)

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Stamattina mi sono alzato, come sempre accendo il pc e apro il lettore musicale per sentire cosa ha in serbo per me quest’oggi. Parte il riff che non ti aspetti, l’hai sentito centinaia di volte, lo riconosci subito eppure non riesci ad abituartici. E’ quella cozzaglia di boccoli neri di Slash che apre la magia di Sweet child o’ mine.

Si dice che Slash stesse accordando la chitarra e stesse cazzeggiando allegramente e così dal nulla sia venuto fuori questo giro. Dico “venuto fuori” perchè la sensazione è proprio quella che la musica sgorghi dal niente..e quando Duff tocca le corde del basso ci sei già completamente dentro, sei preso, non ne esci più, la giornata è persa, la passerai a riascoltare questa canzone centinaia di volte..poi ti stancherai, ne cercherai un’ altra,boh, magari pensi.. “dello stesso genere cosi rimango sulla stessa lunghezza d’onda”.. ma non trovi niente (o quasi) che sia paragonabile e tempo qualche minuto sei di nuovo ad ascoltare questo gruppo di drogati che nessuno si spiega come possano tirare fuori tanta dolcezza.

Axl inizia a cantare..

she’s got a smile that it seems to me

reminds me of childhood memories

where everything

was as fresh as the bright blue sky

E’ una poesia. Nessuno può rimanere indifferente a queste parole. Si dice che Axl scrisse questi versi per Erin, la sua ragazza di allora ma io non ci credo. O meglio, sì, può essere che l’ispirazione iniziale derivasse dalla fidanzata ma qui Axl (forse inconsciamente) sta parlando di se stesso, si sta guardando allo specchio o in una foto o semplicemente si sta ricordando di se stesso da piccolo. Sweet child o’ mine…dovunque viene tradotto come “dolce bambina mia” riferito ad Erin, con la quale il rapporto era tutt’altro che semplice..ma secondo me  è “bambino” con la O, è lui, lui è il dolce fanciullo perduto. E proprio questo rende il brano unico, ognuno di noi ha una giovinezza o un’età d’oro a cui vorrebbe tornare, in cui tutto era fresco (mmmm “fresh” io lo sento più come “genuino”,”innocente”) come il cielo azzurro e luminoso..aaaaa che brutto tradurre in italiano..si perde tutta la magia…

Questo è uno dei pochi brani che secondo me può essere ascoltato in due modi..anzi moods, due stati d’animo, sia che tu abbia il sole o la pioggia nel cuore.

Il sole : sei felice,allegro e positivo..è una bella giornata, con un “bright blue sky”.. l’assolo di Slash esalta la luce accecante dei raggi che ti battono sulla pelle e ti immagini su una collina verde e incontaminata che celebri la tua grandezza. Guardi indietro nella tua vita, ricordi i bei tempi e pensi a quanto il dolce fanciullo sia cresciuto e sia diventato un uomo..se poi hai la fortuna anche di avere una ragazza è fatta. lo “smile that seems to me…” è il suo ,non c’è dubbio, e puoi crogiolarti nell’ amore che provi rendendoti conto che la persona che ti sta accanto ti permette di rimanere bambino. La frittata è fatta,sei perso..meglio se non stai guidando perche la tua mente è da tutt’altra parte..se sei con lei attento!!..rischi di chiederle di sposarti adesso!

La pioggia:  quante volte il cielo non è stato limpido dentro di noi..se ti imbatti in “Sweet child o’ mine” in questa situazione si crea una differente alchimia..questa però è magia nera intrisa di sconforto..è il “Black” dei Pearl Jam ( all the love gone bad/ turned my world to black/ tattooed all I see/ all that I am/ all I’ll be). Axl nel ritornello urla, si sgola per invocare lo sweet child..sì, forse in questo caso è più probabile rivederci una figura esterna, qualcuno con cui hai passato anni, con cui hai condiviso esperienze, sorrisi e sguardi.. e insieme, mano nella mano avete giocato come due bambini,avete guardato quel cielo che adesso è oscurato! Oppure semplicemente rivedi una situazione passata, un’età perduta… la nostalgia è sicuramente il sentimento più forte che suscita questo brano ma anche la rabbia e la consapevolezza di non poter tornare indietro..nella seconda parte della canzone Axl chiede “where do we go”..è lo smarrimento di chi non sa cosa fare adesso, di chi non ha più la dolce fanciulla che lo accompagna. La frustrazione è forte e anche Slash nel suo assolo la esprime alla perfezione (a cosa servono le parole se hai uno come lui?!)

Io ho avuto la fortuna(e sottolineo fortuna) di impattermi in questo brano in entrambe le situazioni e di poter essere travolto da entrambi i fiumi in maniera totalizzante.. sweet child o’ mine ha arricchito in maniera determinante le mie esperienze e per chi non l’ha mai ascoltata (penso davvero pochi) lasciate che vi dica: “vi manca un frammento..di vita, di respiro, di sorriso, di lacrima..decidete voi..ma vi manca qualcosa..rimediate”!

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Diamo voce alle nostre emozioni

ciao a tutti,

questo blog nasce dall’ esigenza viscerale che provo da un pò di tempo di cercare di esprimere il mio amore per la musica.Non stiamo parlando dell’apprezzare una canzone o canticchiare una melodia sotto la doccia…e non voglio neanche concentrarmi a parlare di generi musicali, di quale sia la “vera” musica…ognuno di noi ha le proprie preferenze ma tutti, tutti noi conosciamo quella sensazione di quando guardi un tramonto con la canzone giusta che ti fa volare sopra le nuvole..scruti il sole, ti dimentichi di cosa stavi facendo e immagini il mondo in cui vorresti vivere e la persona che vorresti essere..poi la canzone finisce, il cuore si ferma e con uno scatto fulminio subito a rimetterla da capo annaspando come un naufrago che cerca una boccata d’ossigeno prima di essere di nuovo inghiottito dalle onde.

Ma non mi sto riferendo solo a questo. La musica può essere una calda coperta che convince ad andare avanti o uno schiaffo che ti riporta nel mondo.  Alcune volte stiamo male e vorremo stare peggio e masochisticamente andiamo a cercarci le canzoni piu coinvolgenti che ci fanno urlare. Altre volte invece le cose vanno per il verso giusto, il mondo ti sorride e vuoi un brano che ti faccia sentire ancora piu potente e invincibile,che celebri la tua grandezza.

La musica non ti tradisce mai e ti accompagna in ogni istante regalandoti brividi che non trovi in altro modo.

Per me è la brezza del vento d’estate  e un caldo fuoco d’inverno… è la calma dell’anima nel caos del mondo.. music is my aeroplane!

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