Potevate essere i nostri Pearl Jam

negrita

Adoro la radio. La sua imprevedibilità. La consapevolezza che la stessa canzone sentita centinaia di volte acquisce un altro valore, forse perchè sai di non poterla riascoltare…e quando improvvisamente inizia dopo decine di spot pubblicitari ha un sapore decisamente diverso…quasi tu volessi dire “io questa la conosco”. Eppure sono sempre meno le frequenze dove puoi trovare buona musica. E con buona musica intendo brani universalmente riconosciuti, non certo il tormentone della stagione. Purtroppo negli anni mi sono progressivamente accorto che quando un pezzo riusciva a strapparmi un sorriso parlava sempre una lingua diversa dalla mia. Ma perche? Gli italiani sono riconosciuti per il loro valore artistico in tutto il mondo. Perche non c’è niente che possa essere quanto meno paragonato a mostri sacri come Pink Floyd, Led Zepplin, (non scomodo lennon e colleghi di proposito) e tanti altri..e non mi interessa se gente come ligabue mi riempie gli stadi; senza nessuna offesa ma non si supera i 30 anni in quelle bolgie.

Mio padre un giorno mi raccontò che nei primi anni 90 una volta ebbe tra le mani un biglietto per il live dei Pink floyd a Venezia. Dio, quel biglietto adesso varrebbe 500 euro  e io li spenderei senza pensarci un secondo. Comunque… quel giorno il gruppo di amici di mio padre, per un motivo o per un altro, decide di dare buca; chi malato, chi non poteva, chi ci aveva ripensato, daltronde mica è l’evento del decennio!! Fatto sta che mio padre decide di partire lo stesso..da solo..a vedere un concerto. Ora ditemi chi lo farebbe oggi per Ligabue? o ,boh, che ne so, per qualsisasi altro artista italiano che solca il palco in questi anni. E badate, ho preso per esempio il Liga perchè ho voluto citare uno dei migliori. Mica dico Neffa! ahahah!! Ma il problema è sempre il solito; se canti nella lingua del paese dove suoni avrai sempre un grosso problema : il testo. Baserai la tua canzone sulle parole..parole d’amore o di odio è uguale. Chi canterà la tua canzone penserà sempre a quanto sei stato profondo e quanto quel passaggio sia la vera espressione delle sue esperienze. Ah si, quando dici che sei stato giovane e ora non lo sei piu, quando rimembri i tempi passati, quando eri innamoarato e quando ti hanno lasciato..come tutti del resto…beh, si capisce da subito perchè la folla di Campo Volo (scusa Liga non ce l’ho con te) debba essere necessariamente under 30..mentre scrivo ho le lacrime agli occhi perchè ripenso alla prima volta che ho sentito Shine on you crazy diamond..i primi 5-6 minuti neanche una parola..ma serve?

in italia priviligiamo le emozioni  “semplici”, pronte e scodellate..tu, artista, dimmi cosa devo provare, facciamo prima. Ma la musica è arte, come la poesia,la pittura, è una questione intima. La canzone deve essere solo una porta, anzi no, il sapere che c’è una porta..poi la trovi e la apri da solo ma soprattutto esplori il suo interno con te stesso.

Sono arrabbiato! Perchè anche noi del bel paese saremmo in grado di produrre emozioni vere ma sembra ci sia la volontà di ingoiarle, di ributtarle giù. Meglio vendere milioni di dischi ai 18enni che fare qualcosa che rimanga nel tempo.

Anche se..beh.. in effetti negli anni 90 c’era un gruppo che forse adesso avrebbe potuto reggere il confronto con l’estero..se non avesse…se avesse fatto…se avesse scelto…quanti “se”….anche loro però scelsero la strada più facile ed ora sono parte integrante del piattume che ascoltiamo alla radio ogni volta che riusciamo a capire le parole.

Ma prima..all’inizio..quando ancora ci speravano..

Ecco, mi fermo a parlare di loro perchè si intuisce,si sente che nei primi album l’unica forza che li spingeva era la musica. Tutti con la testa leggermente inclinata indietro,occhi chiusi e la sensazione che se continui a suonare il mondo potrebbe anche fermarsi..ecco..quello..e si percepisce…peccato!

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